Senza meta – Looking for love

Baba Natale

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La vigilia è stata una giornata intensa fatta di regali per i ragazzi, regali preziosi arrivati grazie alle donazioni di amici, parenti e follower. Giornata di cambiamenti importanti nell’ostello e dentro me. Straordinario Natale quello che il mio viaggio senza meta mi ha portato a vivere nel villaggio della Kathmandu valley che è ormai diventato casa, incontri preziosi quelli che ho vissuto in questo giorno uguale agli altri, ma che tingiamo comunque di rosso.

Il giorno successivo ci siamo svegliate presto, abbiamo preso un bus e ci siamo dirette a Kathmandu, dove siamo state ospiti di Charlie e dove abbiamo trascorso il NataleCharlie è un Baba, a grandi linee è un asceta che ha deciso di dedicare la sua vita all’abbandono e alla rinuncia della società. Se ne incontrano molti per strada e, purtroppo, essendo delle eccellenze sono diventati attrazione turistica e si sono trasformati in “foto baba”. La gente paga per stargli accanto per una foto ricordo, come avviene con i finti gladiatori fuori dal Colosseo. Io mi sono sempre rifiutata. La vita mi ha concesso di conoscere Charlie tramite Claudio e di viverlo oggi con Mia e Silvana. Il mio “Baba Natale” mi ha portato in dono una giornata indimenticabile.

Abbiamo raggiunto Kathmandu in tarda mattinata e, con un cambio bus, siamo arrivate a Swayambhu dove siamo state accolte da lui. In pochi minuti ci siamo trovate a fare colazione con Charlie ed il suo Maestro. Il mio viaggio senza meta mi porta ad avere di fronte un vero Baba ed il suo guru e non devo neanche pagare per avere una foto con loro. Trascorriamo insieme la giornata ed è un Natale che incanta, stupisce e sazia… in ogni senso. Andiamo a pranzo in un ristorante che lascia senza fiato, Around the corner, dove ci accoglie Jade, donna coreana che gestisce un paradiso.

Resto meravigliata dalla bellezza del luogo che è situato all’interno di un giardino e circondato da un vivaio. Campeggia la scritta Merry Christmas ed io mi godo le energie di questo posto. Ci sediamo sotto un albero di pomelo, frutto tipico della zona che assomiglia ad un pompelmo rosa gigante. La zona è stracolma di cuscini colorati, Jade è a dir poco adorabile. Siedo per terra con due italiane, un irlandese, un profeta nepalese ed una coreana… questo è il mio pranzo natalizio. Penso che tutto questo sarebbe potuto accadere in qualsiasi giorno, ma avviene oggi ed è solo il principio della magia che questo Natale ci farà vivere.

Ci godiamo un pranzo pazzesco e del buon vino. La presenza del wifi permette chiamate skype con il mondo ed io mi accorgo che, volente o nolente, è Natale ovunque. Le mamme mandano doni ai figli lontani, la tecnologia avvicina e le magie avvengono. Mi godo un pranzo che è un tripudio di colori, forme e sapori… uso tutti i sensi, faccio l’amore con il cibo e divoro la vita. Ormai sono insaziabile. Culture, usanze, esperienze… tutto si mischia e si armonizza con la magia insita in questo luogo. Posso solo sorridere alla vita e ringraziare per tutto questo.

Dopo pranzo è tempo dell’arrivo di Andrea, amico di Mia, che si può godere lo strascico di questa giornata, al calar del sole ed intorno ad un falò. Nella sua valigia i miei doni natalizi: il regalo della mia famiglia. Penso che non sia il caso di aprirlo lì e, quando arriviamo a casa, lui crolla dalla stanchezza ed io non ho il coraggio di chiedergli nulla. Mi stupisco di me per aver imparato il senso dell’attesa. È tutto così vicino, è Natale, ma devo ancora aspettare. Nel mio mood attuale mi convinco che ci sia un motivo per tutto questo e non è un sacrificio guardare la sua valigia ed attendere il giusto momento.

La casa di Charlie è accogliente, mi sento tra amici, è come se li conoscessi da anni… credo sia merito delle vite precedenti in cui credo. Sono molto stanca e decido di riposare un po’ anche io, ma avverto gli altri di svegliarmi quando Babbo Natale porterà il dono che aspettiamo da giorni: l’arrivo di Marcello dalla Nuova Zelanda, figlio di Silvana. Non si vedono da 3 anni e 4 mesi. Il loro abbraccio è avvenuto poco prima di mezzanotte… ora ognuno ha ricevuto i propri doni… tranne me che mi godo, per l’ennesima volta, la potenza della vita. Domani avrò tempo, tranquillità e lucidità per godermi i miei doni.

A presto da una nuova latitudine e longitudine di vita.

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